NESSUNO LI PUO' GIUDICARE?
by vincenzo moretti
Grazie.
Approfitto dell'interruzione fra un intervento e un altro per salutare il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, il professor Antonio Vincenzo Nazzaro.
E' anche grazie alla sua sensibilità e disponibilità che è stato possibile organizzare in questa sede tanto prestigiosa, l'iniziativa di questa sera.
Lo ringrazio dunque vivamente per la sua presenza.
E' il momento di Andrea Ranieri. E poiché è lui, tra gli invitati di stasera, quello con con cui, come si usa dire qui a Napoli, sto più in confidenza, è con lui che provo a fare l'antipatico.
E' del tutto evidente che lui adesso muore dalla voglia di dire la sua, di connettersi con tutte le belle ed interessanti considerazioni che fin qui sono state fatte.
Ed invece io provo a ricordargli che l'unica buca vera, nel libro, l'ha presa lui. Che ad un certo punto del libro, precisamente a pag.109, con un certo orgoglio afferma: "Abbiamo introdotto degli elementi di differenziazione nella scuola, cosa che prima non era stata mai possibile".
In realtà non è stato possibile neanche questa volta. Da qui la mia domanda antipatica: perché su questo punto ti sei sbagliato?
Perché per gli insegnanti, qui ce ne sono alcuni che mi sono molto cari, è ancora possibile questa cosa che nessuno li può valutare?
Perché non riusciamo mai a fare in modo che i valutatori degli insegnanti siano i cittadini, le persone che mandano i propri figli a scuola? Che cosa proponi per fare in modo che anche l'ultima casta di intoccabili, gli insegnanti, sia assoggettata alle regole che valgono per tutti o quasi gli altri lavoratori?
Ecco, mi piacerebbe che insieme ai tuoi messaggi nella bottiglia, tu mettessi anche qualche riflessione su questo punto.