| VIDEOLAVORO | ![]() Roberto Marchesini |
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È già stato accennato
che cosa significa videolavoro, un termine coniato soltanto recentemente.
Per la verità detto così potrebbe sembrare riferito a un
lavoro che ha a che vedere con la televisione; invece non c'entra assolutamente
niente. Il videolavoro è semplicemente una della accezioni o uno
dei modelli a cui si fa riferimento quando si parla di telelavoro.
Il telelavoro è un argomento in questo momento abbastanza sotto i riflettori. In particolare dei mass media. Stamattina in ufficio ho trovato la solita rassegna stampa e nelle prime pagine sembra si parli soltanto di questo. E spesso in modo contraddittorio. Sullo stesso quotidiano, Il Sole 24 ore, si dice ad esempio : "sale la produttività con il telelavoro" e poi "telelavoro decollo lento"; oppure "il telelavoro fa crescere la produttività aziendale" e "nell'era del telelavoro diamo addio allo stress". In realtà credo che la questione sia un po' più complicata. Esistono diversi modelli, diverse accezioni con i quali si può intendere il telelavoro: io farò riferimento soltanto a quei modelli, e a quelle accezioni, per le quali la mia diretta esperienza di lavoro in IBM può dare qualche contributo. Non parlerò ad esempio di quello che si può identificare come lavoro a domicilio. Molte volte si parla di Telelavoro a domicilio nel senso che il lavoro viene portato a casa del lavoratore la cui casa viene attrezzata con tutti gli strumenti necessari per potergli far svolgere lo stesso lavoro che faceva in ufficio. Non ne parlo perché è un problema di cui non ho diretta esperienza, dato che nella mia azienda, questo tema è in fase di discussione, anche con le organizzazioni sindacali. Non avendo una esperienza molto diffusa su questo terreno, finirei col fare delle considerazioni di tipo teorico, di tipo generale, parlando di quelli che possono essere i problemi di tipo sociologico, organizzativo, psicologico e così via, e non sono la persona più qualificata per potere affrontare questi discorsi. Parlerò invece di altri due tipi di telelavoro: uno è quello che si chiama normalmente lavoro mobile o ufficio mobile, come lo chiamiamo noi. nella nostra organizzazione esistono delle figure professionali che sono i rappresentanti, persone che hanno il compito di andare dal cliente, individuare quelle che sono le sue competenze, individuare quindi tra le soluzioni possibili con i prodotti IBM quella che soddisfa meglio le sue esigenze. Fino a qualche tempo fa anche il rappresentante IBM andava in giro con la sua borsa e con le sue carte, da un anno a questa parte invece circa duemila di loro sono dotati di un calcolatore portatile, un notebook, che si può collegare su di una linea telefonica chiamando un numero verde, quindi a totale carico della società. Sia a casa propria, sia presso il cliente egli può collegarsi quindi al sistema informativo aziendale. A quale scopo? quali sono i vantaggi o i risultati che si possono ottenere da tutto questo? Il rappresentante può ad esempio avere in tempo reale la presentazione di un determinato prodotto che serve al cliente in quel determinato momento; se, parlando con il cliente, si accorge che deve modificare qualche cosa nel contratto ha la possibilità di farlo direttamente in linea avendo i documenti che servono effettivamente in quel momento. Tutto questo fa sì che si riduca moltissimo il tempo che viene perso normalmente quando il rappresentante va dal cliente, discute, prende appunti di quello che serve al cliente, ritorna in ufficio, fa le sue cose, ritorna poi dal cliente con la documentazione e la dimostrazione pronta e così via. Oggi può essere realizzato tutto sul posto, ed è una soluzione che rende sicuramente più produttivo il lavoro. Non so se del 13% come si sosteneva su qualche giornale ma so che è un risultato ottenibile proprio perché persino intuitivamente è chiaro che si riducono moltissimo quelli che sono i tempi morti del contatto con la clientela. Questo è quindi un primo tipo di modello di telelavoro o ufficio mobile. Vorrei ora soffermarmi su di un altro tipo di modello e di accezione del telelavoro che riguarda direttamente la mia attività. io dal '92 dirigo qui a Napoli un centro che ha come missione quella di sviluppare applicazioni multimediali. in queste applicazioni quindi ci sono testi, ci sono video, suoni, voci e immagini in movimento, animazioni ecc. Queste applicazioni multimediali hanno una ulteriore caratteristica: per il loro sviluppo si richiede l'integrazione di diverse professionalità. Una è certamente la professionalità o la competenza informatica. C'è poi l'esperto di comunicazione ovvero colui che dà la sceneggiatura o fa la sceneggiatura dell'applicazione, che individua quello che è il target come utente dell'applicazione e quindi definisce qual è l'applicazione o come deve essere strutturata in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati. C'è l'esperto dei contenuti, che conosce la materia che si sta trattando in quel momento e che quindi fornisce i contenuti; il grafico, che sa fare i disegni, le animazioni; colui che produce l'audio; quello che produce o gestisce il video; quello che acquisisce le immagini. tutte queste professionalità vengono integrate dalla professionalità informatica per avere un insieme integrato e quindi una applicazione multimediale. Queste diverse professionalità, per realizzare una applicazione informatica, devono concorrere in modo molto interattivo, devono cioè interagire continuamente tra di loro. Si rischia altrimenti, se non sono coordinati opportunamente, che ognuno vada per la sua strada, con il risultato di ottenere un prodotto che non funziona, che non riesce a raggiungere quelli che sono gli obiettivi prefissati. Ora queste figure professionali possono essere presenti tutte in una medesima struttura, non so nel mio centro piuttosto che in una qualsiasi altra struttura che produce applicazioni multimediali? E questo che cosa comporta come risvolto negativo? comporta ad esempio che mi dovrei rivolgere, se avessi sempre a disposizione, ad esempio, i grafici, sempre a quei determinati grafici, sia che produca un corso per bambini delle scuole elementari, sia che produca un chiosco informativo che serve per dare delle informazioni ai cittadini sul turismo, sui beni culturali o quant'altro. mi dovrei rivolgere sempre ai miei, perché li avrei in casa. ma questo avrebbe sicuramente un influsso negativo sulla qualità del prodotto finale. Molto meglio è infatti potere accedere alle singole professionalità di cui parlavo prima, quelle che nei singoli momenti, nelle singole attività, nei singoli progetti che sto sviluppando ritengo più opportune, più qualificanti, più adatte per quella determinata realizzazione. Ma queste professionalità dove sono? sono sparse nel territorio. E se io vi devo accedere, se devo continuamente lavorare con queste professionalità, dato che , come dicevo prima, l'applicazione richiede un forte grado di interazione non mi resta allora che fare riunioni, incontrarsi, vedersi, con un aumento considerevole dei costi e dei tempi necessari a mettere assieme il grafico che si trova a Milano piuttosto che a Bari e così via. Noi stiamo utilizzando quella che si chiama videoconferenza, cioè la possibilità di collegare i nostri strumenti di lavoro. Linee telefoniche, personal computer, telecamera e software appropriato consentono di scambiare, con la persona con cui si sta lavorando in quel momento, il proprio schermo. Collegandomi con il grafico che sta a Novara è come se lo avessi affianco: lui riesce quindi a farmi vedere sul mio video quello che sta facendo in quel momento, io gli faccio vedere quello che sto facendo e quindi in quale punto, in quale momento il suo lavoro si integra con il mio. In questo modo è come se effettivamente lavorassimo fianco a fianco, dato che tali mezzi mi permettono di interagire in qualsiasi momento lo ritenga più opportuno. Nel produrre una determinata applicazione posso collegarmi con qualsiasi di quelle professionalità di cui abbiamo parlato prima in modo da verificare, confrontare e lavorare insieme. Questo che cosa comporta? Comporta riduzione di costi, perché a non devo andare avanti e indietro; comporta riduzioni di tempi di realizzazione e quindi ancora di costi, e soprattutto mi consente di svincolarmi completamente dai problemi di distanza fisica, nel senso che per me il grafico o l'esperto di comunicazione che si trovi a Napoli piuttosto che a Casoria , o a Domodossola, è esattamente la stessa cosa che si trovi in Germania o in Inghilterra. ho quindi la possibilità di potere collaborare e potere lavorare insieme con le professionalità che di momento in momento, di progetto in progetto, ritengo più opportuno per il mio scopo. E se associamo a queste possibilità insite nel lavoro in videoconferenza, che poi in realtà è più un misto tra videoconferenza e lavoro cooperativo, (altro elemento estremamente importante!) con altre strutture, con le possibilità offerte dalle reti tipo internet, (aldilà degli aspetti di moda) si può accedere a tutta una serie di informazioni che riguardano l'esistenza di possibili professionalità a cui far ricorso per poter collaborare insieme. Ad esempio professionalità o gruppi di persone che si trovano in un paesino sperduto di una delle tanti valli italiane hanno la possibilità di mettere le informazioni, le sue pagine su internet e dunque di lavorare con noi, o con qualsiasi altra struttura, come se fosse a fianco a noi. In definitiva l'esperienza che ho fatto e che sto facendo con il mio lavoro mi dice che il videolavoro è veramente molto utile per sviluppare prodotti, migliorare la produttività della mia azienda e delle altre stutture che possono così crescere senza il bisogno di dovere essere a fianco della mia azienda o trovarsi nei posti dove si produce. È evidente che tutto ciò ha un presupposto fondamentale nella vera realizzazione delle autostrade informatiche: le linee telefoniche devono esserci, devono esserci a sufficiente velocità e devono essere soprattutto a tariffe che siano accessibili. Tutto il discorso infatti casca, peggio del famoso asino, se a un certo punto tutta questa disponibilità di tecnologie, di esigenze, di soluzioni ecc, non fosse supportato da strumenti che consentano di utilizzarlo. |