| DUALE CI PIACE | ![]() Hubert Fexter |
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In una grande città bavarese,una
azienda automobilistica con circa 7000 dipendenti sta celebrando il decimo
anniversario dall'inizio della produzione.
Quando, dieci anni fa, questa azienda cominciò a cercare operai, non assunse disoccupati, ma operai specializzati provenienti dalle imprese artigianali già presenti nella zona. Le imprese di meccanici e di carrozzieri dei dintorni persero di conseguenza i loro migliori dipendenti e collaboratori, che si licenziavano per passare alla grande fabbrica che offriva un salario molto più alto e la possibilità di comprare una macchina a prezzi di favore. E ancora oggi circa il 90% dei suoi dipendenti hanno un'istruzione professionale completa. Due anni fa, questa fabbrica ha aperto una filiale negli Stati Uniti, ma la qualità dei prodotti che escono da quello stabilimento non è tra le migliori, nonostante che il 25% dei dipendenti sia composto da operai che vengono dalla Germania e trascorrono un paio di mesi negli Stai Uniti. Le automobili prodotte nella fabbrica americana, prima di essere messe sul mercato, vengono "ritoccate" nella sede della fabbrica in Germania, con costi aggiuntivi di diverse migliaia di marchi. Non che in America non si sappia lavorare bene - si lavora più a lungo e più a buon prezzo che da noi - ma manca una buona formazione professionale. E una buona formazione professionale è una premessa indispensabile per ottenere risultati di ottima qualità. Le stesse statistiche relative alla disoccupazione dimostrano quanto sia importante un'istruzione professionale ad alto livello.Per gli operai generici, senza addestramento professionale, è sempre più difficile trovare un'occupazione e più di 100 000 giovani ( tra Germania ovest e ex Germania est ) non sono riusciti a entrare nel mondo del lavoro nel 95. Nella maggior parte dei casi la disoccupazione ha colpito i ragazzi senza addestramento professionale.(Mi riferisco soprattutto alla situazione nella Germania ovest, nei Paesi della ex Germania democratica il problema della disoccupazione è più sentito anche tra coloro che hanno un'istruzione professionale). In Germania è riconosciuta ufficialmente l'istruzione professionale per 331 professioni. Ma quali sono le professioni che godono del maggior interesse tra i principianti che desiderano imparare un mestiere, a seconda del titolo di studio iniziale? Chi, dopo la maturità, non passa all'università, si orienta verso professioni nel campo dell'economia e del commercio e, in primo luogo, alla carriera in una banca. I giovani che hanno terminato la nostra "Realschule", che dura due anni di più della scuola media italiana, vorrebbero diventare impiegati di concetto in uffici pubblici o privati e anche l'impiego in un laboratorio medico dentistico è molto ambito. Chi cerca un lavoro dopo la "Hauptschule", che dura quanto la scuola dell'obbligo in Italia, si orienta verso mestieri nel campo dell'artigianato, soprattutto meccanici, imbianchini, muratori e parrucchieri. Circa 615 000 giovani sono apprendisti nell'artigianato, cioè il 39% di tutti gli apprendisti. La maggioranza dei giovani che si decidono per una qualificazione professionale viene istruita con il sistema duale, cioè con l'accoppiamento di un insegnamento pratico, impartito da un'azienda, con l'insegnamento teorico, dato dalla scuola professionale. L'azienda sostiene i costi per l'addestramento in ditta, mette a disposizione il personale che istruisce l'apprendista, paga la retribuzione mensile e le assicurazioni sociali. Inoltre, per i corsi di aggiornamento extra - aziendali, l'azienda paga la tariffa dei corsi e le spese extra, mentre lo stato o le regioni danno dei contributi e finanziano tutta la scuola professionale. L'apprendista deve frequentare la scuola professionale 1 o 2 giorni a settimana per tre anni o tre anni e mezzo. Qui vengono impartite lezioni relative a materie di cultura generale e, inoltre, quella parte di nozioni prevalentamente teoriche relative al suo ramo di competenza, dato che il giovane può impararle meglio qui che presso l'azienda. Le sue prestazioni vengono attestate in un diploma finale. La scuola professionale è anche la scuola d'obbligo di tutti i giovani che non hanno ancora compiuto i 18 anni d'età e che non frequentano nessun'altra scuola. Questo per l'istruzione scolastica. Per quanto riguarda il tirocinio nell'azienda, le norme dell'apprendistato vengono emanate dai ministri federali sulla base delle proposte avanzate dalle associazioni industriali e artigianali, dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dai sindacati competenti. Queste proposte fissano le materie d'insegnamento e d'esame. L'esame viene presediuto dai comitati degli organi di autoamministrazione dell'economia (Camera dell'Industria e del Commercio, Camera dell'Artigianato e simili). Nella Commissione d'esame sono presenti i rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori (normalmente proposti dai sindacati) e degli insegnanti delle scuole professionali. Dopo questo esame, l'apprendista diventa "Geselle", entra cioè nel primo stadio di operaio specializzato. Dopo circa 5 anni di pratica, può sostenere l'esame di "maestro artigiano" e con questo titolo potrà fondare una sua propria impresa, esercitare una professione artigianale e anche addestrare, a sua volta, i nuovi apprendisti. Un'apprendista guadagna in media 1000 marchi al mese (un po' meno nei Paesi della ex Repubblica Democratica), 400 marchi in più rispetto a dieci anni fa. Ma dietro a questa media si presentano grosse differenze tra i diversi tipi di lavoro: si va dai 1870 marchi che guadagna un muratore che installa impalcature ai circa 600 marchi di un'apprendista parrucchiera. Considerando questa media di 1000 marchi al mese, vediamo quanto costa e quanto rende un apprendista. Si spendono 29573 marchi all'anno per il personale che istruisce l'apprendista, le tariffe per gli esami, la retribuzione dell'apprendista, i libri di testo, i contributi per le assicurazioni sociali, l'equipaggiamento del posto di lavoro, i corsi di aggiornamento.L'apprendista "rende" all'azienda in media 11711 marchi, e dunque costa all'azienda 17 800 marchi all' anno. E' evidente che l' addestramento costa molto, ma produce anche molti vantaggi ed in particolare: *produttività dell' apprendista con il suo apporto lavorativo nell' azienda *formazione di operai specializzati che si possono inserire subito nel ciclo produttivo. E se l' azienda decide che ci sono le condizioni per assumere l'apprendista dopo il tirocinio, si presentano ancora altri vantaggi: 1) riduzione di costi per nuove assunzioni 2) riduzione di costi per l'addestramento di altre persone che devono venire inserite nel nuovo lavoro 3) minore rischio di assumere persone non idonee 4) minore cambiamento di personale 5) possibilità di avere subito a disposizione personale già addestrato, se un dipendente viene a mancare. L'importanza della formazione professionale viene evidenziata anche dai dati seguenti, che mostrano quale era il bisogno di prestatori d'opera rispetto al loro titolo di studio nel 1987 e quale sarà in futuro, nel 2010. Come dieci anni fa, anche tra quindici anni ci sarà bisogno di persone con un titolo di scuola professionale (il 58%, più della metà!). Aumenterà il bisogno di persone con uno studio ancora più specializzato, sia della scuola superiore d'istruzione professionale, che degli istituti superiori o delle università, ma soprattutto diminuirà in misura rilevante la richiesta di lavoratori senza alcuna qualifica (dal 23,2 al 13%) che saranno di fatto condannasti alla disoccupazione. Data la permeabilità tra istruzione in azienda e istruzione scolastica, è anche possibile arrivare, grazie al SISTEMA DUALE, alla maturità e persino a uno studio universitario. Una completa istruzione professionale, per esempio fino al titolo di "maestro artigiano", gode di alta considerazione nella società e non ha nulla da invidiare ad una laurea all' Università, e tra i nostri meccanici, quelli che hanno assolto sia un'istruzione professionale che uno studio universitario sono quelli che hanno un maggiore successo. Da questa mia esposizione sul SISTEMA DUALE si può rilevare il suo ampio grado di accettazione da parte di tutti i settori della società. Stato, Associazioni dell'Industria e dell'Artigianato, datori di lavoro e sindacati collaborano a tutti i livelli per contribuire alla buona riuscita di questo sistema. Naturalmente ci sono anche discussioni e motivi di attrito su alcune questioni e alcuni punti avrebbero bisogno di modifiche. Vorrei farne un breve accenno anche in questa sede. Lo Stato cerca di incrementare l'aspetto scolastico dell' istruzione professionale, per esempio due giorni di scuola in settimana invece di uno e le aziende non sono daccordo. Ma, in questi tempi di basso tasso di natalità, anche gli insegnanti devono avere un'occupazione sicura ed essi hanno molta voce in capitolo anche in Parlamento, dove rappresentano il gruppo più folto dei deputati. L'addestramento a molte professioni è antiquato e i contenuti spesso non rispondono più alle esigenze del nostro tempo (pensiamo solo all' informatica o all'elettronica) e, purtroppo, il cambiamento dei piani di studio è impresa lunga e complicata(per le nuove normative del piano di studi dei nostri meccanici ci sono voluti ad esempio dieci anni). Il 5/10% dei nostri ragazzi vanno a scuola solo per "scaldare il banco" e non hanno la voglia o la capacità intellettuale di seguire le lezioni. E' nostro compito dare anche a questi ragazzi delle prospettive professionali anche se naturalmente al di sotto del livello medio attuale. Per esempio si può proporre un'istruzione a tempi ridotti - due anni - per mestieri particolari. I sindacati sono contrari a questa proposta, perchè anche il salario di questi ragazzi sarebbe naturalmente più basso. Secondo me invece - ed è opinione dei datori di lavoro - bisognerebbe portar via questi ragazzi dalla strada e dai sussidi di disoccupazione. In grandi città come Monaco di Baviera, circa un terzo degli apprendisti meccanici sospende l'addestramento e un terzo dei rimanenti non riesce a passare l'esame finale, perchè il livello dell'istruzione professionale è molto alto. Per questi ragazzi si potrebbe creare l'addestramento a nuovi mestieri, come per esmpio quello di meccanico del riciclaggio, con un periodo di istruzione di due anni ( invece di tre e mezzo dei meccanici) e minori esigenze dal punto di vista scolastico. La retribuzione degli apprendisti è aumentata molto più dei salari e degli stipendi in generale. Insieme ai contributi per le assicurazioni sociali, questo onere finanziario diventa sempre più pesante per le aziende, anche perchè da noi la situazione economica, anche nell'artigianato, sta diventando sempre più precaria. Forse si potrebbe pensare a un anno senza aumenti della retribuzione, per concedere un po' di respiro alle aziende e convincerle ad assumere nuovi apprendisti. Sono piccoli e grandi problemi, che però non scuotono il pilastro dell'istruzione professionale in Germania, che rimarrà anche in futuro importante e indispensabile. |