SENZA TITOLO

by Riccardo Dalisi

A mo’ di laccio delle scarpe crea un effetto lungi dall’essere un fatto momentaneo, di transito per approdare alla saldatura ben fatta seguendo le tracce di Ciro e Renato (i due bravissimi lattonai) egli seguirà una via tutta opposta. Non è che sia io a decretarla :come fare altrimenti ?sempre più divaricante sarà.
Intanto noto che tale esperimento (tale possibilità) era già stata intravista altre varie volte e da me perseguita. Un design, od arte, totalmente esistenziale legata a fil doppio all’esistenza, alla sopravvivenza di una famiglia ed all’estro di un designer.
La vicenda si svolge nel pieno sud (Napoli) :Espressioni, risultato formale ed esperienza sono tipiche . Le relative esigenze di una chiarezza di comportamento di uno stile consequenziale anche quelle si caratterizzano e sono totalmente dentro alla vita che vanno oltre ogni possibilità di scelta, se non quella :rinuncio e continuo così come sto facendo. !
Di fronte alle ultime sculturine elaborate da Gennaro tutti rimangono ammirati anche qui la musica ammansisce le fiere, le riconduce all’armonia. Ne viene fuori, alla fin fine, uno stile.
Ma al fondo vi è un argomento cruciale di sopravvivenza di un modo di essere e della propria stessa presenza nel mondo del design(così come di altri campi della ricerca). Al Sud chi è che bussa alla porta ? E’ la vera povertà che bussa alla nostra porta. Occorre tramutarla in possibilità produttiva, in voce nel mondo.
Non sarà esatto, canonico e rigoroso. La lotta tra esattezza e autenticità è pleonastica e del tutto improduttiva.
Ciò che vale è il suono, il vero suono che può scaturire dall’uno e dall’altro versante e l’uno può rimandare all’altro, come nella storia dei due IK’al e Votu che erano unità "dove l’uno faceva l’altro e voltandosi uno mostrava l’altro e voltando l’altro mostrava l’uno, opposti tra loro ma ognuno era la stessa cosa e non riuscirono a muoversi finché non si posero la prima domanda riuscendo così a camminare". (da i racconti del vecchi Antonio edito da Moretto e Vitale- tratte dalla tradizione Maya). Ciò che caratterizza l’epoca moderna è la discontinuità e la diversità, l’irrequietezza e la ricchezza di vedute.
Ho visitato il museo di arte moderna di Mies van der Rohe a Berlino. Ho avuto la stessa impressione del Partenone. Le colonne metalliche di Mies (solo 8) hanno eguale solennità ed assolutezza. Il capitello sparisce e l’enorme copertura poiana fortemente segnata dalla sua trama strutturale a grandi quadri appoggia su otto punti esigui, su otto verticalità. La diversità dal Partenone è in questa estrema leggerezza e trasparenza (si legge la città attraverso il suo volume vetrato). Percorso abissale nella storia ma sorprende come un opera del genere non abbia avuto quel seguito che avvenne per il tempio greco, un modello da ripetere ovunque. A pochi passi di distanza la filarmonica di Scharoun ha un senso dell’accoglimento, della dimensione sociale e comunitaria, dal cerchio umano quasi sacrale attorno alla musica posta al centro. Un esempio vivente, curato sin nei minimi particolari che non ha avuto seguito.
E’ un argomento importante : si persegue un incessante sperimentare senza fissare e senza perseguire o propagare le concezioni più fertili ed interessanti, quelle che appaiono incarnare un "dover essere del mondo" moderno.
E’ l’irrequietezza che caratterizza anche il design ciò che spinge a ricercare senza sosta ?
E’ anche il mondo della contemporaneità del diverso antico moderno. Vivere modernamente è vivere tempi diversi, culture abissalmente differenti, modi ed usanza e sensibilità tra loro fortemente contrastanti.
In un sol giorno abbiamo vissuto epoche e mondi totalmente differenti. Questa possibilità l’uomo l’ha sempre avuta ma oggi è talmente esaltata da presentire un altra cosa ancora.