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by Riccardo Dalisi |
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Oggi ho incontrato due volte Gavroche, puliva i vetri alle auto, al rosso del semaforo e quando gli ho offerto mille lire mi ha infilato un pacchetto di fazzolettini per forza. Offriva deliziosi mazzettini di viole al ristorante e alle mie briciole me ne ha voluto dare un secondo. Mi hanno ricordato Gavroche tutte e due le volte, il loro bellissimo sguardo d'intesa, un’ opera d'arte il tutto, un gesto umano e superiore, loro poverissimi e derelitti tanto più maturi e superiori a tanti gesti (e pensieri) convenzionali e meschini che noi grandi più o meno arrivati, quotidianamente compiamo. Gavroche è ad ogni angolo di strada. Gavroche io cerco. Veniva un povero a chiedere "disperato un soccorso" finché un giorno l'ho invitato a lavorare come apprendista artigiano, a fare lavori semplicissimi, per ora, ed è iniziata una complicità sperimentale di tecnica povera e di espressione d'arte, di amicizia, se può esserci. E penso ai tanti derelitti, alla infinita schiera condannata ad una vita durissima a cui devono carpire arte, alla loro condizione misera, per vivere, per sopravvivere. E' poi anche possibile riconoscere lean Val Gean figura affascinante dalla grandissima carica simbolica, nei disperati dell' arte del Sud. Non faccio nomi, ma vere firme, ignorate dai grandi circuiti portano il peso della bandiera dell'arte, misconosciuti giganti silenziosi. E due forse sono i motivi di fondo del racconto che è contenuto nel libro. Nell'attuale ritorno di necessità del tema dell'arte povera, di quella via che parta dal cuore e dalle mani. Vi è connesso il tema della sorgente creativa, della possibilità di indagare sulle condizioni, e sui metodi(se si può parlare veramente di metodo ed in che senso?) per raggiungere la fonte genuina del pensiero e dell'atto creativo. Esso poi è forse possibile applicarlo su spettri più ampi ed in condizioni differenti. Tali esigenze si verificano a tutto campo per l'architettura, per l'arte, per il design, quindi per le arti applicate. il valore di tale vicenda è documentale, umana e sociale, profondamente partecipativa. Dimostra varie cose in una sua propria scientificità. L'arte ed il design, l'architettura ecc. nascono da un rapporto, comunque. Il rapporto è sentimento, l'arte deriva dal sentimento "il pensiero principia da sentimenti" diceva Leonardo. Anche il pensiero deriva dal sentimento: l'amore, l'odio ecc. fanno pensare incessantemente e sono potentissimi motori di idee, soluzioni alternativa infinite, slanci intuitivi ecc. . Nei sentimenti si vede la vita. Per la condizione disperata, estrema di Gennaro provo pietà, compassione, solidarietà. Questo sentimento ha lavorato dentro per un anno e poi è sfociato nel tentativo, assurdo, impossibile, di farne un uomo capace di rendere un servizio: un artigiano, anche i figli ne possono essere poi coinvolti beneficamente (che spiragli hanno attualmente?) Questa assurdità ha un suo fascino e la condizione estrema ha risvolti tali da essere resi continuamente ribaltati. |