LO STILE E' UN FLAUTO.
OGNI FLAUTO E' MAGICO.
LO STILE E' UNA NORMA ASSIMILATA.

by Riccardo Dalisi

Il flauto ammansisce le fiere. Il ruolo del design non è solo quello puramente utilitario di stimolare con prodotti nuovi, fare immagine, fare affari.
Il design crea uno spazio incantato di natura eminentemente entro la quale le, funzioni, i materiali, i problemi di gusto la tradizione, il bisogno del nuovo, i costi risultano magicamente confluenti e risolti. Un prodotto nuovo, riuscito è una boccata di ossigeno, crea curiosità interesse, ammirazione, invidia, emulazione tutt’intorno. E così, si può anche dire : < le fiere sono ammansite>
Come nel flauto magico ciò che è minaccioso e diviso si placa e si raccorda.
E’ il grande ruolo dell’estetica che fa diventare umano ciò che appare del tutto alienante.
Si presenta come un percorso a più vie, si può imboccare quella dell’invenzione, quella della semplicità e della sintesi, quella della decorazione ecc. ecc.
Essa stabilisce ambiti e correnti, caratterizza le aziende e ne segna la storia, stabilisce racconti e crea miti sempre con modi tutti propri.
E’ sostanzialmente stile. Ma uno stile deriva da norme, rigorose, pienamente risolte, digerite sciolte in comportamento in modo di essere. Il flauto ammansisce le fiere.
E se l’etica è rispetto di regole ben precise, l’assimilazione di esse è stile.
Etica ed estetica si uniscono.
In tal senso, nel senso più ampio design è cultura, definisce il profilo, il mondo di un’azienda, di una regione di un paese. Diceva Eduardo Persico" La forma di un cucchiaio, di una tazza, di un oggetto ancorché apparentemente insignificante, richiama un determinato paese" .
In quella forma si addensano sensibilità ed usanze ed è per questo che è importante coltivare forme e comportamenti in una parola, l’etica che è intorno ad un oggetto, che è il modo con cui è concepito e formato e la cura con cui è proposto all’utente e ...difeso.
La qualità ammansisce le fiere.
Anche qui, come in qualsiasi altro campo, è possibile annotare delle dicotomie : rigorosa razionalità ed estro e fantasiosa incursione nel mondo delle forme possibili ; capacità di analisi ed essenzialità estrema asciugata fino all spasimo (e qui vi è poesia) o ridondanza, ammiccamento, sperimentalismo, provocazione colore.
Si tratta di due comportamenti diversi, due stili, due etiche ? Sarà infine possibile creare una vera linea di demarcazione che distingua nettamente ?
Sembra evidente che non sia possibile e d’altro canto sembra di poter anche individuare aree geografiche differenti ove l’una propensione fiorisca di più e l’altra meno : un Sud ed un Nord del design, luoghi dove ci si scandalizza diversamente e diversamente si sogna e si vive, un po’ come in filosofia analitica e scientifica quella anglosassone, esistenzialista e fenomenologica ermeneutica e stoicistica quella continentale, storie parallele ?
In definitiva non ha senso parteggiare per l’un o per l’altra una ha il suo fascino e fascino ha il travasamento e la storia delle propensioni, la dinamica che vi si stabilisce. Il sapore etico può cambiare, ma alla fin fine la voce dell’autenticità nelle forme del comportamento è inequivocabile.
(Esempio personale : esperienza Gennaro)
L’assoluta mancanza di tecnica da parte di Gennaro (è sempre lui) mi costringe a pensare come utilizzare mezzi elementarissimi e così due sagome di rame si legano assieme con un filo di ferro od ottone o rame. Si attorciglia un pochino e l’idea (già raccontata) di esaltare la massimo la vista del corpo estraneo (gli altri lattonai saldano e pio nascondono la saldatura con perizia).