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UN MONDO DI BENIZIE
Nell'età di mezzo , dunque, dopo il grande plebiscito, nella città Stato, che assegnò alla Prima Presenza un potere al disopra delle parti, avvenne che da una prima regola " la guerra si fa per finta" la politica approdò alla nuova f che laorma segnerà proprio nei tempi più maturi: il gioco.
Fino ad allora " il gioco della politica " era stato un modo di dire, per indicare una scienza sociale molto "seria", rigorosamente separata dall'arte combinatoria, tanto che per ridurre la separatezza delle parti in gioco (si fa per dire), nel basso evo, s'inventò, il consociativismo bizantino. D'allora in poi divenne sempre più attuale la teoria del gioco e la politica divenne essa stessa gioco. Nell'alto Medio Evo la teoria sistemica del gioco si affermò definitivamente, rispondendo essa meglio delle altre alle nuove condizioni, sarei portato a dire, storiche, ma più esattamente alla natura di quegli esseri che noi consideriamo, per convenzione, umani, in quanto dotati di grande intelligenza, ma non sappiamo poi cosa in realtà siano. Un po' come in una commedia dell'arte, in cui le "dramatis personae" non sono fisse, ma si interscambiano, mutano vesti, trucco, ruolo, così accadde dal quel momento nella nuova politica, salvo il fatto che nel teatro, alla fine gli attori si scoprono, lì invece mai! E' la terza regola ( la seconda è: la presenza omni ). Mai scoprirsi, deve essere vero. Ma poi è vero, i ruoli non sono scelti a caso, no assolutamente; i ruoli si fondano su una dura, imprescindibile, oggettività, determinati, come sono, dal motore del gioco: la Prima Presenza. Alla oggettività della regola quindi corrispondeva la verità della parte svolta; il segno dell'innovazione si diffuse e foriero di sviluppo improntò di sé la grande transizione (750 anni). Mancava solo il nome. Il nuovo sistema politico non poteva essere chiamato "gioco", per il senso, risalente alla preistoria, di detta parola molto legata alla vita della prima infanzia, allora si cercò una parola che meglio corrispondesse al senso della cosa, la si trovò in "malizia", e la si cambiò, sempre per gioco, in benizia. non firmo, metto core battente
Napoli, addì 30 novembre 1997 |
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