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L'INCAPPUCCIATO
L'incappucciato avanza lento, la croce sul saio, ha un mandato della curia, la penombra lo nasconde, scruta uno per uno gli ignari credenti ossequianti la reliquia, che un titolo di tabloid profana, la rete palpita di miliardi di click, scorre il rapporto sul presidente dalla schiena dolente compulsato dalla pulzella invereconda dalle guance rigonfie, una seduta solenne ha luogo, l'ampolla gira nelle mani del vescovo, il popolo attende, pronto i numeri per la "bona officiata", la commissione giustizia del Congresso toglie il velo del segreto istruttorio alla deposizione- sfida e ne autorizza la visione tv, mezzi trascendenti del nuovo potere, il santo patrono,all'estrazione, premia la fede della cittą, riparazione dei torti subiti da potenti non sconosciuti ai cardinali, l'exit pool incalza i navigatori, si o no, la privacy violata fa tremare il toro della borsa, la pruderie quacchera dal profondo della breve storia nazionale punta accanita le sue banderillas sul bersaglio istituzionale, il campione imperiale del post moderno, ferito, lancia il suo messaggio irenico per fermare nel collasso globale l'orrore delle stragi integraliste, i capi riuniti nel palazzo di vetro solidarizzano, forse ignari che l'innocente priapismo da libidine di potere aspetta anch'esso il suo giudice dell'era multimediale, sul sagrato del santuario del novello beato il conduttore pił intelligente, tra la folla dei fedeli, interroga i miracolati del culto popolare, attendono giustizia per il loro gią certo santo dalle stigmate venerate, le piaghe sanguinano ancora dalle mani del doppiamente nero, di pelle e di lavoro, legato al tornio dell'impresa sommersa del Nord est , si ritroverą, lui senza impronte, a tornare in patria insieme ai resti della sorella affondata in un morbido cuscino mozzafiato di un doganiere belga insofferente alle strida di una schiava fuggiasca ansiosa di una libertą europea.
Una processione infinita attraversa il deserto del mondo, sul "giglio" di Barra la banda stona l'ultima canzonetta a ritmo di marcia , non si vede il popolo ai lati; sono tutti incolonnati, pellegrini del nuovo millennio, con i feticci che il tempo senza direzione insinua tra antico e moderno? non firmo, metto core battente
Napoli, addì 24 settembre 1998 |
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