AMERICA
Ho scoperto l'America! Per uno come me è stato proprio così. Abbandonare certi stereotipi e guardare con occhi laici quel paese. Il mio amico Mimmo mi disse "L'America è proprio come nei film: l'America o è un film, o l'America non esiste" non potendo optare per la seconda, perché in tal caso io non mi sarei trovato in America, mi sono domandato perché è come nei film.
Innanzitutto quando uno in qualsiasi parte del mondo dice di essere del Texas, o del Minnesota, o della Pennsylvania, tutti capiscono che è un americano cittadino degli Stati Uniti che vive o nello Stato del Texas, o nello stato del Minnesota o in quello della Pennsylvania. Se uno dice di essere un lombardo o un campano, gli chiederanno ancora di che nazionalità è ( se, però, dice di essere napoletano, gli canticchiano "O' sole mio").
Se ad un professore di Harvard gli chiedi suo padre che mestiere faceva, quasi certamente ti risponde senza vergogna che era operaio o barbiere; se fai la stessa domanda ad un professore della Università Federigo II di Napoli, quello ti risponde quasi certamente che suo padre era titolare della cattedra di...(.la stessa che occupa lui).
Se dai una scorsa all'elenco telefonico americano, vedi nomi di tanti e tanti origini diverse. Poi lo avverti camminando nei luoghi pubblici, i connotati somatici, il colore della pelle. Ho visitato un campo di indiani pellerosse. Ho incontrato molti americani di origine italiana, qualcuno molto vecchio ricorda ancora la lingua materna. Sono stato a casa loro e lì ho trovato sempre un angolino dove sono i ricordi dell'Italia d'inizio secolo, oggetti e foto dei nonni, della Sicilia o della Campania o della Puglia o del Veneto, con gli abiti di festa ma con i segni della povertà. Muratori, scaricanti di porto, barbieri, sarti, in America hanno lasciato i figli non come furono lasciati loro.
Ora è il momento di vietnamiti, coreani, indiani, pachistani, columbiani, messicani, asiatici e sudamericani, insomma, e i loro ragazzi alla scuola risultano tra i più bravi: hanno una carica potente di affermarsi e il premio non manca neppure a loro.
Tutti, miscellanea di etnie,melting pot, di fronte alla bandiera a stelle e strisce si alzano in piedi e con la mano al petto cantano l'inno.
Quando si visitano le grandi città, arrivando in macchina, si vedono nelle periferie vecchi impianti industriali dismessi, e si pensa al dramma dei licenziamenti di massa. I porti, poi, di Filadelfia, di Baltimora, di New York, ero segretario dei portuali negli anni 80, dopo la ristrutturazione selvaggia di quegli anni e la fuoriuscita di decine di migliaia di dockers, ora sono delle passeggiate cittadine, musei del lavoro e del mare, ritrovi di divertimento e negozi. Gli spazi di sottoporto sono centri direzionali, grattacieli vetro e cemento.
C'é da chiedersi dove sono finiti le vittime del reaganismo, in quali Lavori Socialmente Utili. La disoccupazione è al 2,5 % in Stati come la Pennsylvania, piena occupazione di fatto. Nelle nuove aree di sviluppo, quasi sempre chiamate Valley, tra boschi, laghetti, prati ci sono i parchi industriali, con aziende di medie dimensioni ecologicamente compatibili ove è occupata la nuova manodopera, giovani di qualificazione mediamente elevata.
I pensionati non sono organizzati in sindacato, ma hanno una potente associazione. Una vera lobby. Anche in America si parla della questione anziani, di nuovi servizi, si prefigurano scenari catastrofici per i conti pubblici e si parla di giovani generazioni deprivate dai vecchi di risorse per il loro futuro. Ma anche lì, pur senza le pensioni di anzianità, molti lavoratori sono andati in prepensionamento per le ristrutturazioni industriali e ora in previsione del pensionamento della generazione dei baby Boom, nati nel '45, si parla di allungamento dell'età lavorativa. I politici però si guardano bene dal toccare gli anziani, è un elettorato decisivo.
Molti anziani sono impegnati nel volontariato; tutti i musei sono in mano loro, nelle comunità parrocchiali aiutano in tanta attività di solidarietà. Molti altri anziani s'impiegano nei lavori precari e provvisori insieme agli studenti, nei supermercati, nei ristoranti. I più vecchi lasciano la loro casa unifamiliare e vanno a vivere in condomini per sentirsi meno soli.
Le giovani coppie ci stanno ripensando, i bimbi lasciati soli in casa davanti al televisore preoccupano, e pensano di portarsi in casa i nonni o i genitori vecchi.
I giovani fanno figli e fanno famiglia molto presto. Trentenni figli di mamma non se ne vedono. Imparano a guadagnarsi il soldo da ragazzini, nei mercatini della roba vecchia, nella falciatura del prato della signora a fianco, e da studenti poi si conquistano la mobilità sociale vincendo la borsa, messa in palio da tante imprese, con l'abilità in uno sport o nella matematica, con il lavoro flessibile durante le vacanze e poi all'Università, quando tutto manca, c'è un prestito della banca a tasso zero.
Emerge, invece, una nuova grandissima questione: quella dei giovanissimi, i bambini. I diritti dell'infanzia.
Gli americani di fronte a fenomeni sconvolgenti dei boy Killer si domandano cosa è sbagliato nella prima educazione. Si rivede criticamente la sbornia di lassismo educativo del dottor Spock e ritorna in campo la funzione della famiglia, i legami comunitari, il valore della memoria, il rapporto vecchio - bambino.
Spoliticizzazione di massa. Alle elezione l'astensionismo è alto. Ma all'assemblea del Borough, una specie di Consiglio di quartiere o di villaggio, i cittadini partecipano in massa quando sono interpellati su piani urbanistici, tasse e servizi locali. E il loro parere è vincolante per l'amministrazione.
Tutti seguono le notizie della Borsa, Toro o Orso. 100 milioni di americani hanno azioni, e la questione asiatica, la questione russa, come la palestinese o quella irlandese sono di dominio popolare. Una faccia del ruolo mondiale .
Si dice che tutto il mondo è paese. Questo è ancor più vero nella attuale fase di mondializzazione. Grandi problemi economici e sociali sono comuni.
Ma l'America è un paese mondo. Pluralismo e diversità, come nei film. L'Italia rimane per certi aspetti ancora un paese "paesano", ma ha la sua carta da giocare per essere nel mondo: L'Europa.

non firmo, metto core battente
Napoli, addì 9 settembre 1998