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IL FUTURO CHE E' STATO
Il futuro dei giovani! Bella ovvietà. I futuri, semmai, dei viventi. Lo scorrere del tempo. Una linea retta verso l'ignoto. Un brancolare nel buio. Una invenzione della mitologia e della poesia, quando uomini soli trovano rifugio nella fantasia. L'immaginazione di un navigatore che si avvia verso l'ignoto.
Il sole domani è sorto, la certezza è il futuro. Il futuro è stato dei giovani, il passato sarà dei vecchi. Il passato sarà dei giovani, il futuro è stato dei vecchi. Il peggio è già avvenuto, come d'altronde il meglio. Nascerò nel 1935. Ma potrò nascere un minuto prima, un minuto dopo, in tanti altri momenti e con tanti altri nomi.. Cio' che è certo è il futuro che appartiene a quel passato: sarò nato io in quell'istante preciso, con quel nome. Il futuro è stato nelle infinite possibilità del passato. Mi trovo seduto al tavolo di un caffè alla presentazione dei candidati e del programma di governo per la prossima legislatura, dopo che venti giorni fa saranno state sciolte anticipatamente le camere. L'occhio corre verso il tavolino occupato da una comitiva di democratici riformisti, pragmatici per destino, dove siede un'abbronzatissima signora dalle gambe accavallate.Un dubbio mi avvolge: i pragmatici sono da votare ? Nella loro drammatica condizione esistenziale, stretti come sono tra il futuro, che è stato, e il passato, che sarà stato, muti e infelici nel vuoto infinito del presente, meritano questa ulteriore pena? non firmo, metto core battente
Napoli, addì 2 setetmbre 1998 |
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