DELLA ROTTAMAZIONE
Nell'età di mezzo prima della creazione degli "equivalenti" spettò alla specie umana la prima colonizzazione dei pianeti esterni al sistema, situati nelle costellazioni prossime.
Chi parte sulle astronavi interstellari di prima generazione?
Un fremito misto tra spirito d'avventura e ansia per le sorti del mondo da lasciare scosse il cuore della generazione che aveva preparato l'evento. La società mondiale decise per gli over 40; gli under rinunciarono all'onore e preferirono che in orbita salissero per poi partire i fratelli maggiori, a loro l'onore e l'augurio di un ritorno carico di anni luce, anche perché i tempi erano cambiati molto e la saggezza non era più attributo dell'età o non serviva.
Dal tempo del grande plebiscito, intelligenza naturale e intelligenza artificiale oramai fuse nella cibernetica neuronica esprimevano il meglio nella nuova generazione, della "classe dirigente": rapidità di risposta integrata, fantasia, piglio decisionista ed un grande amore per il governo delle cose.
Poi la rottamazione, istituzione ereditata dalla fine del secondo millennio, periodo prodiano, dopo le auto, le case, i gelati ecc, aveva quasi coperto ogni possibile cosa e oramai si avvicinava inesorabile verso le età prive dell'adeguatezza ai tempi. Cosa sarebbe accaduto, se non partiva il progetto d'inseminazione della specie nello spazio? A chi affidare questo compito se non alla generazione dei grandi inseminatori over 40?
Questi partirono e portarono con sé, ultimo loro servizio al mondo di origine, i membri della casta degli sterili pedofili, da lasciare lì, sulla strada per Andromeda, nel pianeta delle anaconde a provare di fecondarle.
Gli infaticabili presenzialisti, intanto, dimenticarono i bambini, il loro tempo era tutto occupato nelle officine (vinerie) della politica; la città divenne loro. I bambini, però, lasciati all'autosopravvivenza e ingozzati dalle superdiete artificiali, computerizzati, maturavano rapidamente; la legge inesorabile della rottamazione, intanto, non poteva essere fermata, era un patto dell'umanità, e incominciò a comprendere le fasce sempre più basse degli under che progressivamente pure loro venivano messi in orbita per poi affrontare un viaggio di anni luce.
Alla fine del terzo millennio la città era solo dei bambini.
Questi lasciarono alle macchine cibernetiche la cura delle cose, dimenticarono la storia, impararono la geografia, parlarono la loro lingua: ""dadé ..dadà" senza vergogna e senza maestri, corsero nei campi e nelle strade, bussarono tutti i citofoni delle case per poi scappare ridendo. Intanto le mamme sollecite si raccontavano "Hai sentito il tocco del campanello? è il mio bimbo", "No, è il mio" per poi correre anche esse con i bambini nella città liberata da tutti gli under e over.
Finché un giorno un gran bagliore nel cielo e un oggetto planò; e dalla strana capsula uscirono pieni di anni luce i vecchi.
I bambini accorsero gridando e allegri, come sempre, li presero per mano, li portarono nei campi, tra le montagne, sul mare, e i vecchi finalmente raccontarono loro le favole, le tante storie astrali, i tanti sogni struggenti nati nella lunga notte silenziosa dello spazio.

non firmo, metto core battente
Napoli, addì 24 novembre 1997