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LA GIUSTIZIA
La sequestrata non era sequestrata, l'amico liberatore intermediava come il maresciallo per il vecchio imprenditore in mano all'anonima, il corpo del reato sparisce dal tavolo delle prove, come "la salsiccia" di Durrenmatt, il giudice inquisito muore, gli inquisitori sono persecutori, l'opera di carità è sfiorata da conti bancari sospetti di usura, il parente è arrestato, il cardinale fustigatore della città amorale reclama l'extraterritorialità, le manette tintinnano e gli insospettabili elevano alte grida.
Cattedrali, palazzi, vertici mondiali, sono percorsi da ufficiali notificatori di avvisi giudiziari. Il rito accusatorio si riveste di troppe indagini, i PM inseguono ogni indizio( il reato?) e le mille vie del sospetto in cerca di prove giungono imprudenti fino alle cattedrali. Nostalgia di una giustizia certa, quando il ladro aveva la gallina in mano. La stampa strombazza e L'Authority innalza la bandiera della privacy. L'opposizione denunzia il complotto, la maggioranza non vuole capire cosa è successo. I credenti, non solo in Dio,sono attoniti. Il paese "diventa un immenso punto interrogativo"(Durrenmatt). non firmo, metto core battente
Napoli, addì 23 agosto 1998 |
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