MONACIELLO
Vicienz’ monaciello mano lesta e pié veloce aveva sbancato come un esperto giocatore da casinò la linea del tram n.3, tratto Carmine- piazza Municipio.
Alla festa de "O’ Munacone" alla sanità era un donatore generoso. Poi la crisi del turismo aveva ridotto le puntate vincenti. Ma oggi la città è in movimento: le strade che il dispositivo ha liberato dal traffico sono invase da una folla culturale. I tesori d’arte assopiti da una secolare convivenza con una popolosa povertà vengono risvegliati dal lungo oblio dalle lunghe code di turisti.
Non sprechiamo l’occasione, dobbiamo preparare la città! Reclama la signora della Fondazione. L’hanno preso "munaciello" ancora con il portafoglio di Hans in mano, mentre spartiva con due guaglioni, ciascuno di anni 60; le gambe non reggono. L’identificazione questa volta ha messo alla luce la sua progenie illustre, padre del boss del quartiere, ma il suo onore di destro borseggiatore rimane immacolato, i traffici ricchi che nel quartiere seminano morte e sangue nella parentela e tra vecchie conoscenze non lo riguardano.
L’ascesa sociale nel rione sanità emargina nelle grandi famiglie i vecchi scartiloffisti, borsaioli e magliari. I nipoti, giovani leoni, invece già si fanno conoscere, risorsa in formazione per il crimine globalizzato. La città è in movimento. La grande reporter d’oltralpe omaggia il nuovo volto della città europea, ma l’anima della città le resta ignota.
Il politologo ufficiale, che ispira la Prima Presenza, sintetizza in pochi illuminati pensieri sulla nuova classe dirigente locale il fenomeno sociale e politico della fase. Una nuova cittadinanza con la bonifica dei residui ferrosi della spiaggia di Bagnoli? ma i conti non tornano.
Giovanni usciva dai Bacini del porto e nella sezione insegnava a leggere l’Unità al figlio del magliaro. Totonno aveva ancora un accento bolognese quando tornò e si sentiva classe pure lui. Il professore allora consegnava fuori le fabbriche il volantino alla classe generale.
Napoli come Milano. I canoni del vetero marxismo non spiegano più niente! Bene. Nel palazzo che fu della famiglia del patriota impiccato da re franceschiello fior di studiosi europei ascoltano il Presidente della fondazione esaltare i fasti brevi della I Repubblica napoletana schiacciata nel ‘99 nel sangue dei patrioti travolti dalle orde plebee del cardinale Ruffo, che resero orfana la città dei valori moderni della cittadinanza dell’89.
L’avvocato chiama la borghesia dell’intelletto a riscattarsi questa volta dall’assedio di San’Elmo. La città è in movimento. Ma i conti non tornano. Sul treno non ci sono tutti.

non firmo, metto core battente
Napoli, addì 22 aprile 1998