C'ERA UNA VOLTA
C'era una volta un cielo di stelle tutte lontane e solo da guardare. Nelle notte d'estate i bimbi le miravano fissi con la testa in su e giravano forte su stessi sempre più veloci e a loro sembrava che le braccia e il corpo si sollevassero verso le stelle. Era un mistero, allora. Poi ci fu un tempo in cui iniziò l'assalto alla stelle. Quegli oggetti pesanti che con tanto spreco di energia si sollevavano appena dalla Terra per entrare in orbita furono superati dai prototipi dei nostri dischi rotanti che a velocità della luce svettano verso le stelle, attratti dalla loro infinita massa. E l'antropoide popolò l'universo.
Come si arrivò a tanto? Nell'era primaria, in un secolo datato 1900, dominato dall'antropoide agitato, periodo oscuro, e di cui poco si sa, ma è certo che fosse stata praticata una certa forma di attività distruttiva, della serie antropofagia, su masse sterminate di popoli, accadde che un fisico, un antropoide sereno di cui si ha memoria, di nome Albert Enstein, scoprì una teoria che egli chiamò "relatività" e con essa dimostrò l'esistenza della forza "gravitomagnetismo". Una massa, anche se elettricamente neutra, quando ruota produce questa forza. Poi un altro antropoide sereno, un fisico italiano, Ciufolini, insieme ad altri come lui, uniti in "CNR", nel 1998, verificò la teoria e riuscì a misurare la forza, poi ancora altri "sereni" provarono a usarla. Da allora tutto incominciò a cambiare e un mondo piccolo frammentato in tanti oggetti duri e pesanti che dominavano la specie a poco alla volta si dissolse nell'universo unificato dalle energia delle stelle.
La transizione fu lunga, gli antropoidi "agitati", di cui oggi non si ha alcuna memoria, governavano il mondo, dominato dagli oggetti duri, con quella che essi ritenevano la scienza del bene comune, la politica, che, secondo loro, era verificata dalla capacità di tenere insieme gli "agitati" e di tenere occultati i "sereni". Questi, ignoti ai più, evolvevano intenti a scoprire e costruire la vera scienza e il nuovo mondo, il nostro. Quelli erano formalisti, ma ognuno pensava di dare la regola all'altro, e utilizzavano per questo degli scioglilingue chiamati "retorica" e "dialettica". Questa era la loro cultura. Pandette zeppe di costituzioni, riforme istituzionali, leggi elettorali e referendum su leggi elettorali, tutte regole per gli "agitati", sono tuttora raccolte e conservate nei musei antropologici. Come essi erano escludenti, disintegranti, "i sereni", invece, erano, non prevaricanti e unitari, e fondavano la loro cultura sul valore del fare il bene comune cosmico di tutte le forme di vita.
Con il tempo la specie "homo sapiens sapiens agitatus" si perse nel clamore dei discorsi, e pare che si estinse, come l'uomo di Neanderthal, mentre l'evoluzione affermò l'antropoide sereno. A questo punto, quando baby-sitter robot incominciava a raccontare la vera storia, i piccoli antropoidi adagiati nel vuoto nelle loro amache antigravitazionali si addormentavano.

non firmo, metto core battente
Napoli, addì 4 aprile 1998