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LA STRADA MAESTRA
Non intervengono, dopo la visione del CD ROM sulla Resistenza, offerto dal sindacato dei pensionati. Il preside li richiama all'onore della scuola, ma gli alunni della Scuola Media Statale nel bronx napoletano, Scampia, non parlano.
Il senatore, già sindaco della ricostruzione, tornato tra le "vele", che la dinamite del sindaco plebiscitario non è riuscito a fare cadere, prende il microfono, ma una ragazza allora alza il dito, poi un'altra ancora e poi altri.
Se non ci fosse stata la Resistenza la II guerra mondiale sarebbe continuata? Può scoppiare la III guerra Mondiale? E quali armi di distruzioni ci saranno? Come ne usciremo?
Terminator implacabili incrociano scimitarre al laser tra fasci di luci psicadelici, l'immagine virtuale filtra con quella storica della brigata Garibaldi a Milano e del Gap di via Rasella, la voce stentorea di Pertini lancia il proclama dell'insurrezione armata contro il nemico nazifascista, Pippotto nello scantinato ha tirato fuori la 765, glie l'ha fatto toccare anche ai più piccoli; quegli infami la pagheranno per quel corpo tirato fuori dall'auto bruciata l'altra mattina, nero come quelli delle Fosse ardeatine, finiti uno per uno con il colpo alla nuca dai tedeschi.
L'Italia, la storia, cos'è ? l'ignoto lacerato a squarci da scene di battaglie senza fine, il buio alle spalle degli innocenti. La strada, la madre del sapere popolare, ha perso pure essa la memoria; il nuovo mito della breve gioventù esaltata da un improvviso potere di consumo concesso dal capo per il piccolo servizio prestato, prova di forza e coraggio, non si infrange neppure sul selciato insanguinato dalla banda rivale né dal tintinnio delle manette, salvato l'ex ministro, pronte a bloccare l'esuberanza all'età penalmente perseguibile.
Ora incontrano un'epica antica della non violenza e della libertà nelle parole del senatore già sindaco della ricostruzione tornato tra i nipoti di quelli che lasciarono i vicoli della sua città, piegata su stessa quella notte che infranse un sogno di normalità. Ci prova e parla del giovane artista della Tunisi, degli anni '40, amante della libertà per sé e per i fratelli arabi, condannato dal tribunale di Petain, e parla dello scugnizzo, insorto contro l'occupante straniero, caduto nelle 4 giornata e della Napoli del '44 e del valore della pace.
Un "maestro di strada" li incontrerà nei prossimi giorni nel rione 167, porterà con sé la passione di una missione e la scienza sociologica, sull'emarginazione, il degrado, la disoccupazione, la criminalità.
Ci proverà a tentare l'inclusione.
Ma incontreranno la "strada maestra", che il mondo adulto non ha saputo indicare?
non firmo, metto core battente
Napoli, addì 28 febbraio 1998 |
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