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AQUILE E TORTELLINI
Non c'è emozione, né pianti alla Cosa 2, qualche reporter si annoia, qualche fantasma si aggira, schiere di cimiteriali sono chiamate a togliere di mezzo morti che tendono braccia e mani scheletriche, dai brandelli di pelle incartapecorite, verso i vivi per afferarli; gli inviati lavorano alla notizia; ma neppure il vecchio picconatore che ci riprova con la sua lingua biforcuta riesce ad essere eclatante. Il federalismo, delle città e della padania, s'è incagliato tra il mitra telefonico e la proroga ai Lavori socialmente utili.
Bisogna inventare qualcosa.
Un IRI 2. Una riduzione d'orario. Una crisi della maggioranza. Un nuovo centro. Una figlia di Mussolini.
Un mondo di carta e immagini sonore, tra totogol e ruota della fortuna, abita i sogni della casalinga, senza taxi rosa, e dello stanco consorte dagli appuntamenti coniugali perduti.
I colpi d'arma da fuoco rintronano tra Poggioreale e Barra, presidiati dai militari dell'operazione "Partenope 2"; un proiettile gli perfora l'occhio al patriarca del clan, all'uscita dal sorvegliatissimo carcere( Il gip lo aveva messo in libertà, era implicato per "de relato", cioè per sentito dire, secondo il dichiarante). Giovannino di 14 anni è steso a terra nel parcheggio del supermercato nella pozza di sangue per la vendetta trasversale. Ne hanno contato 10 di morti uccisi in 10 giorni in città. Ma cos'è questa guerra? Saddam nasconde i batteri della futura aggressione che neppure i missili intelligenti troveranno. Ma cos'è questo mondo?
Bisogna dare spessore culturale alla polemica politica; i processi remoti s'infilano nel presente come un fiume carsico e pochi ne sanno qualcosa; i media ci provano, ma non vanno oltre l'inciucio; il partito delle masse rimaste lì alla festa in attesa del leader cerca i fini.
Labirinto e utopia ritornano nella letteratura; il grande etologo centenario che Hitler lasciò in pace ai suoi studi non conobbe la sirena rivoltata di Magritte con la testa di pesce, né l'uccello dalle grandi ali che ascende e plana e tra le vette della speranza guarda al futuro e con il becco adunco e le zampe senza unghie non porta via neppure un tortellino per i suoi aquilotti.
non firmo, metto core battente
Napoli, addì 19 febbraio 1998 |
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