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BUGIA ... D'AMOR
Wall Street trema, le quotazioni calano, la moneta oscilla paurosamente verso il basso e minaccia la stabilità politica e istituzionale.
Il sexygate scuote dalle fondamenta il vertice del potere. Il popolo pruriginoso reclama. Il paese dal sistema politico più stabile scivola sulla goccia di liquido seminale, versata non in "natural lavello", ma segno indelebile del marchio dell'illustre DNA, conservata gelosamente, dopo l'incontro ravvicinato, con il pret a porter nel ricco frigidaire della stagista.( Non stragista. Per la precisione). Il liquido (sic), quintessenza dell'astuzia della specie, pervade la vita politica della grande potenza imperiale, tra procuratori, avvocati, avvocatesse, senatori e candidati impegnati nel negozio della impunità e/o dell'impeachment. Si riaccende il dibattito politico culturale in occidente sui sistemi politici democratici, il presidenzialismo perde colpi in Europa. Il sistema economico globale, dopo l'orgasmo della grande crescita trainata dalla locomotiva del Presidente, e dopo la defaillance asiatica, teme di affondare nella bugia. Netaniahu, Arafat, Kohl, le tigri della Malesia sono tutti intorno al grande microscopio elettronico, al MIT, e chiamati, dal biogenetico di turno uno per volta, poggiano il loro occhio sul visore per osservare le eliche ove è inscritto il genoma che, non per antonomasia, è proprio di un genio. Un'ombra, un interrogativo, un timore vela i loro volti. Ma la salvezza del Presidente arriva da Calvizzano (Napoli). Mia suocera ha telefonato alla first lady, sua vecchia conoscenza, e le ha suggerito la linea difensiva per l'intervista di martedì alla NBC: nessun complotto, dirà, non sto bene e non posso soddisfare le voglie ardenti del mio illustre consorte. Che si faccia pure la comara!. L'impero è ancora una volta salvo. non firmo, metto core battente
Napoli, addì 26 gennaio 1998 |
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