FUMUS PERSECUTIONIS
Pippotto ancora con la fetta di torta in mano del suo 14esimo compleanno va incontro al carabiniere che ha bussato alla porta della sua casa popolare della 167 di Secondigliano, e gli scattano tintinnanti le manette; la sua infanzia colpevole, con la quale l'ha fatta franca, è finita.
Il papà netturbino delle LSU nel Comune, con la sua macchiolina nella fedina penale, è un cittadino modello, la mamma si diceva convinta che l'irrequieto Pippotto era un delinquente nato, borse strappate, gioiellieri del Vomero rapinati, e tutto in fumo di moto con i compagni del quartiere, in regali vistosi per fare felici i ragazzi e le ragazze della banda e a farli uguali a quelli del Vomero. La giustizia è in crisi?
Pippotto dall'adolescenza all'isola di Nisida alla maturità a Poggioreale con quelli di Barra, di Marano, di Palermo, ora suoi amici, dopo la lunga guerra dei clan dei primi anni di detenzione, aspetta se c'è fumus; ha imparato un mestiere ed è bravo e vuole, appena fuori, mettere su famiglia, questa volta papà più attento all'irrequitezza del piccolo pippotto del suo perenne sogno.
L'ex Ministro, longevo, soddisfatto, si guarda con rammarico allo specchio le sue pieghe, che una volta avevano fatto esclamare al grande giornalista, quel ceffo se lo incontro per strada chiamo i carabinieri, ora incartapecorite, come una tela della pop art(quel coglione del professore ha sbagliato l'intervento di plastica da un milione di dollari, come il trapianto che il gonadologo ha sforato, da 2 milioni), gli spunta, invece, invadente,mastodontico l'impianto di denti da gran masticatore, troppo per uno stomaco rappezzato da microchirurgie cellulari, pensa, che lentezza la giustizia, da 30 anni mi tiene in attesa in questa valle di lacrime solo per avere esercitato in quel di Milano con grande professionalità l'esercizio forense.
Fumus persecutionis, il dubbio tormenta l'animo dei membri della Commissione parlamentare rinnovata in sei legislature consecutive; essi chiedono altri atti al giudice; la funzione legislativa è sospesa; i voluminosi fascicoli inviati dalla Procura è ormai il testo per accedere al mandato parlamentare. C'è possibilità di inquinamento delle prove? C'è pericolo di fuga all'estero? No? è un complotto della procura più politica del Paese, che, cocciuta e irriverente, chiede di sapere la provenienza del gruzzolo di miliardi pagati al giudice corrotto? Si vuole colpire più in alto. E lui che fa? E' la rivalità di un ex amico, una delazione suggerita nel segreto di un'alcova. I servizi deviati fanno la loro parte. Il ceffo è brutto ma l'arresto ne va della libertà politica dei rappresentanti del popolo. Il processo di riforma istituzionale arenato, sfumato il bipolarismo, e il polarismo è diviso dal dubbio. E allora?

non firmo, metto core battente
Napoli, addì 19 gennaio 1998